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Turismo in Brianza: cosa vedere a Nova Milanese

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Nova Milanese, Noa in dialetto brianzolo è un comune della provincia di Monza e della Brianza.

Il territorio novese è attraversato dal Canale Villoresi (dal nome del suo ideatore Eugenio Villoresi), che scorre da ovest verso est mettendo in comunicazione le acque del fiume Ticino con quelle dell’Adda per irrigare la bassa Brianza.

Le strade della città ricoprono una lunghezza totale di 50 km circa ed ha territorio all’interno del parco locale di interesse sovracomunale “Parco del Grugnotorto”.

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Cosa vedere a Nova Milanese

1 Chiesa di Sant’Antonino Martire
Le prime notizie della sua esistenza risalgono al Liber Notitiæ Sanctorum del 1289, epoca in cui le dimensioni dell’edificio sacro appaiono estremamente modeste: circa 13 metri di lunghezza per 6 metri di larghezza.
Nel 1576, in seguito al decreto dell’istituzione delle parrocchie di san Carlo Borromeo, ha il suo primo parroco, don Giovanni Vismara.
Il primo ampliamento considerevole avviene negli anni attorno al 1604, su spinta del Cardinale Federico Borromeo a cui fa seguito un ulteriore allungamento nel 1751.
Nel 1842 l’edificio su progetto del Pogliani passa da una a tre navate inglobando l’area attigua del vecchio cimitero e colloca all’interno della chiesa le statue della Madonna e di Antonino di Piacenza. L’inaugurazione solenne è ricordata nel 1847.
Nel 1921, viene commissionato il nuovo progetto di restaurazione all’ingegnere Barboglio di Bergamo. I lavori iniziano nella primavera del 1923, e prevedono l’allungamento del vecchio edificio attraverso la realizzazione di due nuove arcate che vanno ad aggiungersi alle precedenti sul lato anteriore della chiesa stessa, occupando quasi tutto lo spazio del sagrato precedente; il rifacimento della facciata e il suo allungamento, la costruzione della navata trasversale a metà chiesa, con cupola ribassata al centro ed un piccolo capolino, delimitata alle due estremità della cappella dei Caduti, dedicata a Sant’Antonio, e da quella della Beata Vergine. Sarà impegnato con i lavori d’affresco della nuova chiesa parrocchiale per circa dieci anni. La chiesa verrà definitivamente consacrata nel 1925 dal vescovo di Lodi, monsignore Ludovico Antomelli.
Nel 1925 il Morgari porta a termine i quindici quadri dei Misteri del Rosario nella cappella della Beata Vergine.
L’anno successivo il pittore torinese esegue le stazioni della Via Crucis; anche questi dipinti sono ad olio su rame, restaurati nel 1965 dal pittore novese Vittorio Viviani .
A partire dal 1927 il Morgari inizia il disegno delle tre grandi vetrate poste sopra la porta d’ingresso, sopra l’altare della Beata Vergine Maria e sopra l’altare di Sant’Antonino, la cui realizzazione, affidata alla ditta Bauzano ed Arienti di Milano, lo impegna fino al 1929. Il progetto delle tredici vetrate istoriate minori viene steso a partire dal 1933, anno che precede la sua morte. I più recenti sono le opere realizzate da Osvaldo Bignami tra il 1897 e il 1900 e rappresentanti Giuseppe conforta dei sofferenti e Gesù consolatore, attualmente situati all’inizio delle due navatelle laterali.
Risale invece al 1817 il dipinto di San Carlo Borromeo, del pittore Abbondio Bagutti, ora posto sul lato sinistro della grotta della Beata Vergine Maria di Lourdes.
Di anonimi pittori lombardi del Seicento le altre tele, tra le quali la Soprintendenza alle belle arti ha giudicato di rilevante valore artistico la Vergine col Figlio e Santa Caterina, olio su tela di autore ignoto, che presenta caratteri convenzionali e generici seicenteschi, attualmente ubicato sopra la porta d’ingresso della sacristia, e la Consegna delle Chiavi a San Pietro, che si trova ora esposto nell’Archivio parrocchiale.
Si conserva ancora un olio su tela con la Vergine col Figlio ed i Magi, anch’esso di autore ignoto, che presenta caratteristiche riminiscenze venete della fine del XVI secolo, e per questo motivo è probabilmente il più antico tra i quadri di proprietà della chiesa parrocchiale; la sua ubicazione attuale è di fronte alla porta d’ingresso della sacristia.
La chiesa parrocchiale fu dotata di un concerto di 8 campane in tonalità Do3 Grave calante, fuse nel 1928 dalla fonderia Francesco D’Adda e figli di Crema.

2 Villa Vertua Masolo
Bellissima villa in stile liberty dei primi del Novecento, inserita in un grande parco all’italiana appartenuta alle famiglie novesi dei Vertua Masolo è stata acquistata dall’Amministrazione Comunale, interamente ristrutturata è divenuta sede della Collezione Permanente Arti del Fuoco e della Donazione del pittore chiarista Vittorio Viviani.
La Collezione Permanente Arti del Fuoco raccoglie opere di pittura e scultura su porcellana, ceramica e terracotta, vetro e smalti, di artisti contemporanei tra i più famosi al mondo.
Attualmente sono presenti 350 opere provenienti da 22 Paesi, oltre l’Italia e gran parte dell’Europa, Thailandia , Arabia Saudita, Giappone, Australia, Venezuela, Brasile, Stati Uniti, che offrono una rassegna molto significativa delle arti del fuoco, rappresentativa di tutti gli stili e tecniche, moderne e tradizionali.
Nata nel 1999 dall’impegno e dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Nova Milanese, l’Associazione Culturale Impronte e l’Hobbyceram di Milano, la Collezione si propone di essere luogo interattivo sul territorio per promuovere la conoscenza, l’interesse e la passione per questa Arte che accompagna l’uomo da sempre.

3 Villa Brivio
La villa presenta una pianta ad U aperta verso il centro edificato. Il corpo principale prospetta sulla via Vertua e sul giardino assiale ed è caratterizzato al piano terreno da un androne. Ripensata come villa eclettica ottocentesca con importante parco romantico, progettato dall’architetto Luigi Cagnola. La villa Brivio Prinetti Crosti Colombo è collocata nel centro di Nova Milanese, precisamente nell’isolato tra piazza Vertua Prinetti e il parco comunale.
Il prospetto principale, che si apre sul parco, presenta, al centro, un corpo leggermente avanzato con paraste laterali, sorreggenti un timpano che sovrasta tre corsi verticali di finestre. Il nucleo originario di Villa Crosti Colombo risale al XV secolo, quando viene citata nei documenti come «casa di campagna». In data 9 settembre 1465, la villa viene concessa dalle monache del Monastero di Santa Maria d’Incino di Monza alla nobile famiglia Cittadini, mentre nel 1492 entra in possesso della famiglia Brivio. Secondo la mappa catastale di Carlo VI del 1721 esisteva un edificio di dimensioni minori rispetto all’attuale, con giardino e una vasta area coltivata detta «Il Brolo» nella parte retrostante la villa.
L’aspetto e la configurazione attuale sono frutto delle modifiche ottocentesche improntate dalle note stilistiche neoclassiche, volute dai nuovi proprietari, i Vertua Prinetti. In questo periodo, dato il notevole sviluppo dell’industria tessile, nella corte adiacente la villa viene realizzata la prima filanda di Nova. Nella seconda metà del XIX secolo alcuni spazi della villa sono utilizzati come sede comunale e scuola, mentre nei primi anni del XX secolo l’ala est viene affittata a famiglie di braccianti e operai, poi l’intera corte viene concessa in affitto come residenza e per realizzare botteghe artigiane. Nel 1990 la villa è stata acquistata dal Comune per destinarla ad attività artistiche culturali.
Nella prima metà del XIX secolo, feudo e villa passarono ai marchesi Monticelli, verso il 1840 alla famiglia Vertua Prinetti, donde discendono gli ultimi proprietari. L’edificio neoclassico, specialmente nella facciata principale verso occidente e prospiciente il giardino, risale ai primi decenni del XIX secolo. Su questa fronte emerge al centro un corpo leggermente avanzato, con paraste laterali sorreggenti un timpano sovrastante tre corsi verticali di finestre. Il corpo centrale si affaccia sulla piazzetta Vertua Prinetti è caratterizzato da una severa e semplice decorazione a bugnato al piano terreno con grande porta carraia d’accesso a un portico neoclassico a tre navate con colonne di granito bianco, con archi a tutto sesto e volta a botte.
Il primo piano del corpo centrale ha stanze, verso la piazzetta e le strade, con volte a vela, decorate a fresco e servite da un’ampia galleria che prende luce da cinque finestre con affaccio sul cortile, voltate a botte. Il corpo è doppio, la parte verso il giardino ad occidente ha, sempre al primo piano, sale da soggiorno e da notte di altezza inferiore alle grandi sale sopra indicate, perché verso la metà del secolo scorso venne qui ricavato un secondo piano, destinato alla servitù con vani più bassi. Il piano terreno di questo corpo presenta verso il giardino, ampie sale con solai di legno mascherati da cannicciati intonacati e decorati. Nel corpo ad est, un tempo per rimesse, magazzini, abitazioni del fattore, vi sono ora camere adibite ad alloggi d’affitto.

4 Parco di Grugnotorto
Il Parco GruBrìa è nato ufficialmente il 19 dicembre 2019 dall’aggregazione di due Parchi locali di interesse sovracomunale: Parco Grugnotorto Villoresi e Parco della Brianza Centrale.
Il paesaggio della parte Sud del parco è in gran parte caratterizzato: dalle aree riqualificate lungo il Canale Villores e lungo i suoi secondari; dai campi coltivati, tra i quali si possono ancora trovare alcune cascine attive; dai boschi, storici e nuovi e dalle oasi attrezzate, di nuova realizzazione.
Il canale Villoresi, canale artificiale costruito alla fine del XIX secolo per l’irrigazione dei campi, è ormai pienamente inserito nel paesaggio del parco ed è percorribile lungo le strade alzaie del corso principale e della roggia San Martino, canale secondario che scorre tra Nova Milanese, Muggiò e Cinisello Balsamo.
I boschi sono in continua crescita in tutti i comuni del parco, grazie alle numerose iniziative di riforestazione. Tra Varedo e Desio resiste ancora oggi l’unico bosco “storico”, il Bosco Bello, riserva di legna per i contadini fino alla metà del secolo scorso; l’area boscata è stata notevolmente ampliata grazie ad un importante azione promossa dal parco. A Desio si distinguono: il rimboschimento del parco Ambrogio Mauri, i boschi del cimitero nuovo e il Boschetto. A Lissone si trova il grande bosco urbano oltre ad altre zone boschive a nord del centro abitato. Molti rimboschimenti si concentrano intorno al viale Bagatti tra Varedo e Paderno Dugnano. A Paderno Dugnano in particolare si trova l’oasi dei gelsi. A Cinisello Balsamo sono infine in crescita i boschi di S. Eusebio.
Oasi attrezzate sono presenti sul territorio di tutti i comuni aderenti, si distinguono in particolare:

  • il viale Bagatti con l’oasi dei gelsi e i giardini del Villoresi che formano una grande area unitaria tra Varedo, Paderno Dugnano e Nova milanese che riunisce una bella Villa del XVIII secolo, un viale storico a cavallo del Villoresi, molti boschi di nuovo impianto ormai ben formati e il percorso dei Giardini del Villoresi a Nova Milanese;
  • il parco Lago Nord a Paderno Dugnano, una grande cava rinaturalizzata con lago, boschi e chilometri di percorsi ciclabili e pedonali;
  • la piana del Novale, tra Nova Milanese e Cinisello Balsamo, vasta area occupata precedentemente da una cava e ora recuperata come zona agricola e fruitiva;
    l’oasi di Sant’Eusebio a Cinisello Balsamo, area naturalistica e fruitiva caratterizzata da un bosco e da un lago alimentato dalle acque del Villoresi, tramite la roggia San Martino;
  • il grande Bosco Urbano a Lissone; la Boscherona a Monza, il Parco Superga a Muggiò; il Giardino degli Ippocastani a Cusano Milanino, il Parco Ambrogio Mauri a Desio e il Parco Giorgio Perlasca, appena oltre il confine del GruBrìa a Bovisio Masciago.
    Le principali cascine attive nel GruBrìa sono: fattoria Milanino tra Cusano Milanino e Paderno Dugnano, agriturismo il Granaio a Paderno Dugnano, azienda agricola Fratelli Ponti tra Nova Milanese e Varedo, azienda Verzeni tra Varedo e Bovisio Masciago, società agricola Pio Bove a Lissone.
    Le presenze storiche più significative nel GruBrìa sono: a Varedo la villa Bagatti Valsecchi ed il connesso viale Bagatti di quasi 1 km; appena fuori dai confini del parco, la città-giardino di Milanino, la chiesetta di Sant’Eusebio a Cinisello Balsamo, il complesso della villa Gaetana Agnesi alla Valera Vecchia di Varedo.
    Ci sono poi le aree sportive di Muggiò (stadio Superga 1949 e campo sportivo Gaetano Scirea), Cinisello Balsamo (stadio comunale Gaetano Scirea), Nova Milanese (area Brodolini), Desio (area del PalaDesio), Seregno (centro sportivo Umberto Trabattoni), Paderno Dugnano (centro sportivo di via Serra) e Bovisio Masciago (centro sportivo di via Europa).
    Una fitta rete di itinerari ciclopedonali e campestri permette una fruizione immediata a tutti gli abitanti e mette in relazione tutti i punti di interesse del parco, le aree dedicate alla produzione agricola e le stazioni ferroviarie di Varedo, Palazzolo Milanese, Paderno Dugnano, Cusano-Cormano, Desio e Seregno.
    Il GruBrìa, con tutti gli elementi citati, si pone come forte elemento di congiunzione ecologica e fruitiva sia tra i comuni aderenti al parco sia con i parchi regionali lombardi vicini (parco delle Groane, parco Nord Milano, parco della valle del Lambro).
    Simbolo del parco è un riccio comune (erinaceus europaeus) disegnato sopra una foglia di quercia, animale relativamente comune nella zona.
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itasiro
itasirohttps://www.madeinbrianza.it/
Fondatore unico nel 2003, del sito Made in Brianza e, nel corso degli anni, di tutti i canali social collegati. Socio insieme a Samuele del Marchio Registrato Made in Brianza ®. Coordina lo staff che si occupa dei social e crea contenuti e idee

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