Al momento stai visualizzando Estate di San Martino: chi era San Martino di Tours, perchè si accendono le lanterne (e come crearle), cibo e curiosità

Estate di San Martino: chi era San Martino di Tours, perchè si accendono le lanterne (e come crearle), cibo e curiosità

Ogni anno, l’11 novembre, diverse comunità cristiane, compresa la Brianza, celebrano San Martino di Tours. Chi era San Martino di Tours? Era un soldato diventato Santo. Questa festività unisce la liturgia Cristiana alla tradizione contadina legata all’apertura delle botti di vino Novello, creando un momento di gioia e condivisione. Questa data è spesso chiamata “l’estate di San Martino” poiché tradizionalmente segnava una breve parentesi di clima mite prima dell’inverno.

La storia di San Martino di Tours

La storia di San Martino è affascinante: nato nel 316-317 a Sabaria Sicca (l’attuale Szombathely, Ungheria), figlio di un tribuno romano, crebbe a Pavia e divenne un circitor, un responsabile della sorveglianza notturna dei posti di guardia ad Amiens, in Gallia. È famoso per aver tagliato il suo mantello in due per donare una parte a un pover’uomo afflitto dal freddo, gesto che lo portò alla conversione al Cristianesimo. Dopo vent’anni di servizio militare, a quarant’anni, abbandonò la carriera per dedicarsi alla fede e alla lotta contro l’eresia ariana, fondando un monastero e diventando vescovo di Tours.

Le tradizioni popolari di San Martino

L’11 novembre si celebra in tutta Italia la Festa di San Martino, una ricorrenza che unisce spiritualità, folklore e convivialità. In ogni regione, la tradizione assume sfumature diverse, ma ovunque si respira un’atmosfera di allegria e calore autunnale.
Nelle campagne italiane si accendono i falò di San Martino, simbolo di purificazione e rinnovamento, mentre sulle tavole fanno la loro comparsa castagne arrostite, vino novello e dolci tipici regionali.

In Veneto si gustano le celebri frittelle di San Martino, in Toscana i profumati cavallucci, e in molte zone i bambini percorrono le strade con pentole e mestoli, cantando filastrocche in cambio di dolcetti o monete, in segno di festa e condivisione.
In Alto Adige, invece, la giornata coincide con la fine delle fiere autunnali e segna l’inizio dell’Avvento contadino, periodo di raccoglimento e preparazione all’inverno.

L’Estate di San Martino: quando il sole torna a scaldare l’autunno

Una delle curiosità più amate è la cosiddetta “Estate di San Martino”, quei pochi giorni di clima mite che spesso si verificano intorno all’11 novembre.
La leggenda racconta che questo dono del sole sia un segno del santo, in memoria del gesto con cui divise il suo mantello con un povero infreddolito, e il freddo si trasformò in calore.

L’Estate di San Martino è oggi un ponte tra natura e spiritualità, un momento che invita alla condivisione, alla generosità e alla gratitudine. Tra il profumo delle castagne e il gusto del vino novello, questa festa continua a celebrare i valori autentici della tradizione italiana.

Cosa si mangia a San Martino: i piatti tipici regionali

Come in ogni festa popolare italiana, anche a San Martino la tavola è protagonista.
Il binomio vino e castagne è comune a tutta la Penisola, ma ogni regione ha le sue specialità:

  • Friuli, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna: il piatto tipico è l’oca arrosto, spesso accompagnata da contorni rustici.
  • Alto Adige: protagonista lo speck e la carne affumicata, perfetti con il vino novello.
  • Marche (Ascoli Piceno): si festeggia con maiale alla brace, vino nuovo e caldarroste.
  • Abruzzo: tradizionale la pizza coi quattrini, dolce di mais con noci, fichi secchi, miele e una moneta nascosta, simbolo di fortuna.
  • Salento: immancabili le pittule, bocconcini fritti con pomodori secchi, capperi e acciughe, accompagnati dal vino.
  • Martina Franca (Taranto): sagra e fiera degli animali, con il celebre capocollo come piatto principale.
  • Sicilia: protagonisti i biscotti di San Martino (viscotti, sammartini o sanmartinelli), aromatizzati con semi di finocchio o anice, da inzuppare nel vino dolce moscato.
  • Sardegna: dolce tipico sono i papassinos, biscotti rustici con uva passa e glassa bianca a forma di rombo.

Ma perché vengono costruite e accese le lanterne durante questa festa?

La tradizione affonda le radici nei funerali di San Martino, dove i fedeli accompagnarono la sua salma con lanterne e luci. Da allora, specialmente nel Nord Europa, i bambini aspettano la notte di San Martino con una luce accesa alla finestra, come segno di rispetto e auspicio di buona fortuna. Questa usanza è ancora viva, anche nelle scuole e negli asili della Brianza, mantenendo viva la memoria di San Martino e la tradizione delle lanterne in suo onore.

Come costruire una lanterna?

Ecco come costruire una lanterna di San Martino, magari insieme ai bambini. Avrete bisogno di un barattolo di vetro, filo di ferro, carta velina colorata (da ritagliare a forma di stelle, cuori o lune), foglie secche, colla vinilica, un pennello e una candela. Taglia la carta velina nella forma desiderata e incollala sul barattolo. Puoi anche aggiungere foglie secche per un tocco naturale. Passa il filo di ferro intorno al bordo del barattolo per creare un gancio. E così, la vostra lanterna di San Martino sarà pronta per illuminare la notte e celebrare questa affascinante tradizione insieme ai bambini.

Il dolce veneziano di San Martino: una leggenda di pasta frolla

Tra le tradizioni più affascinanti legate all’11 novembre spicca quella di Venezia, dove il protagonista è il dolce di San Martino in pasta frolla, modellato a forma di cavaliere a cavallo e decorato con cioccolatini, praline e zuccherini colorati.

Un tempo, il dolce era preparato con la cotognata, ma negli anni ’60 il fornaio e pasticcere Luigi Palmisano inventò la versione moderna: utilizzò uno stampo di lamiera raffigurante il santo e lo riempì con la pasta dei celebri buranelli.
Negli anni ’70 arricchì il suo San Martino con glassa di cioccolato e decorazioni commestibili, dando vita al dolce che oggi si trova in tutte le pasticcerie veneziane nel mese di novembre.

Nel centro storico di Venezia e nei comuni delle province di Padova e Treviso, i bambini continuano a girare per le strade con pentole e campanacci, cantando e chiedendo dolcetti o monetine: un’usanza allegra e rumorosa che mantiene viva la magia di una festa antica e autentica.

L’Estate di San Martino non è solo un fenomeno meteorologico o una ricorrenza religiosa: è un simbolo di generosità, rinascita e convivialità.
Dalle castagne al vino novello, dai biscotti siciliani al dolce veneziano, l’11 novembre rappresenta un viaggio nei sapori e nelle tradizioni che rendono l’Italia unica, capace di trasformare ogni festa in un’occasione per ritrovarsi e condividere.


Se l’articolo Estate di San Martino Brianza ti è stato utile, non perderti altri articoli che usciranno sul nostro blog.

Per rimanere sempre aggiornati sulla Brianza visita le nostre pagine Instagram e Facebook.